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	<title>DarkCyber Web &#187; ambiente</title>
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		<title>Rischio estinzione</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 18:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sir Flender</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: avaaz.org Cari amici, Sono rimaste soltanto 300 balene franche al mondo, mentre il 99% delle balenottere azzurre è già stato spazzato via. Questi magnifici giganti sono specie in pericolo, insieme a ben un terzo di tutte le forme di vita sul pianeta che sono sul punto di estinguersi. Il mondo naturale è in serio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a href="http://www.avaaz.org/it" target="_blank">avaaz.org</a><br />
 Cari amici,<br />
 Sono rimaste soltanto 300 <a href="http://www.darkcyber.net/tag/balene/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con balene">balene</a> franche al mondo, mentre il 99% delle balenottere azzurre è già stato spazzato via. Questi magnifici giganti sono specie in pericolo, insieme a ben un terzo di tutte le forme di vita sul pianeta che sono sul punto di estinguersi.<br />
 Il mondo naturale è in serio pericolo per colpa dell&#8217;uomo, ma ora c&#8217;è un piano per salvarlo: un accordo globale per creare, finanziare e rafforzare le aree protette, che andrebbero a occupare il 20% delle nostre terre e dei nostri oceani di qui al 2020.<br />
 Proprio ora 193 governi si stanno incontrando in Giappone per rispondere a questa crisi.<br />
 Abbiamo solo 4 giorni prima di questo incontro decisivo.<br />
 Gli esperti dicono che i politici esitano all&#8217;idea di farsi carico di un obiettivo così ambizioso, ma che un appello dell&#8217;opinione pubblica mondiale potrebbe essere decisivo, facendo sentire ai leader che gli occhi di tutto il mondo sono puntati addosso a loro.<br />
 <a href="http://www.avaaz.org/it/the_end_of_whales/?cl=805917466&#038;v=7428" target="_blank">Clicca per firmare la petizione urgente 20% entro il 2020</a>, e inoltra l&#8217;e-mail più che puoi; il messaggio sarà consegnato direttamente all&#8217;incontro in Giappone.<br />
 Paradossalmente il 2010 è l&#8217;anno internazionale della biodiversità.<br />
 I governi, a oggi, avrebbero già dovuto &#8220;realizzare una riduzione significativa del tasso attuale di perdita di biodiversità&#8221;.<br />
 Hanno fallito perché hanno ceduto agli interessi dell&#8217;industria quando si trattava di scegliere fra il profitto puro e semplice e la protezione delle specie.<br />
 Gli <a href="http://www.darkcyber.net/tag/animali/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con animali">animali</a>, le piante, gli oceani, le foreste, le terre e i fiumi stanno soffocando a causa di un vero e proprio sovrasfruttamento.<br />
 Gli uomini sono la prima causa di questa distruzione.<br />
 Ma possiamo ribaltare la situazione: in passato abbiamo già salvato alcune specie dall&#8217;<a href="http://www.darkcyber.net/tag/estinzione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con estinzione">estinzione</a>.<br />
 Le cause del declino della biodiversità sono molte, e fermarle ci richiederà di abbandonare le solite promesse vuote e frammentarie che non dicono mai chi sarà costretto a pagare, tornando a un piano ambizioso con un&#8217;applicazione severa e un finanziamento serio.<br />
 Il piano 20% entro il 2020 prevede proprio questo: i governi saranno costretti a eseguire programmi molto chiari per assicurare che il 20% del nostro pianeta sia protetto entro la scadenza del 2020, con un aumento esponenziale del finanziamento.<br />
 <strong>Deve succedere ora.</strong><br />
 In tutto il mondo il quadro sta diventando sempre più cupo: sono rimaste soltanto 3200 tigri allo stato brado, i nostri oceani hanno sempre meno pesci, e stiamo perdendo tante varietà di alimenti per lasciare lo spazio alle monocoltivazioni.<br />
 La natura si difende con determinazione, ma dobbiamo darle un posto sicuro dove rimettersi in forze.<br />
 Ecco perché questo è il momento chiave per accelerare gli impegni decisivi per la protezione delle risorse naturali.<br />
 Se i nostri governi sentiranno una pressione fortissima da parte dell&#8217;opinione pubblica che chieda loro più coraggio, potremo scuoterli per stringere il patto 20% entro il 2020 in questo incontro.<br />
 <strong>Ma occorre che ognuno di noi si dia da fare per far recapitare quel messaggio proprio al vertice in Giappone.</strong><br />
 <a href="http://www.avaaz.org/it/the_end_of_whales/?cl=805917466&#038;v=7428" target="_blank">Firma questa petizione urgente sotto</a>, e inoltrala a tutti.</p>
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		<title>Stili di vita sostenibili</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 10:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sir Flender</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La piattaforma del &#8220;social network&#8221;  ZOES nasce grazie all&#8217;impegno della fondazione culturale Responsabilità etica e la fondazione Sistema Toscana. Zoes, come si legge nel sito, è “la zona equosostenibile” e vuole essere un punto di riferimento dove si incontrano persone, istituzioni e realtà interessate ad un futuro equo, ad immaginare un mondo che sappia risolvere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La piattaforma del &#8220;<a href="http://www.darkcyber.net/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con social network">social network</a>&#8221;  <a href="http://www.darkcyber.net/tag/zoes/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con zoes">ZOES</a> nasce grazie all&#8217;impegno della fondazione culturale Responsabilità etica e la fondazione Sistema Toscana.</p>
<p><span id="more-108"></span>Zoes, <strong>come si legge nel sito</strong>, è “la zona <a href="http://www.darkcyber.net/tag/equosostenibile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con equosostenibile">equosostenibile</a>” e vuole essere un punto di riferimento dove si incontrano persone, istituzioni e realtà interessate ad un futuro <a href="http://www.darkcyber.net/tag/equo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con equo">equo</a>, ad immaginare un mondo che sappia risolvere positivamente la crisi ecologica, sociale ed economica che stiamo attraversando.<br />
Zoes è uno strumento per favorire la diffusione di stili di vita sostenibili, per mettere in rete i vari modi di fare economia responsabile socialmente e ambientalmente.<br />
È una piattaforma informatica per rendere visibili le tante realtà intorno a noi che già si impegnano per un mondomigliore: consumatori responsabili, reti di mutualità, campagne di azione, produttori, imprenditori, commercianti, associazioni ed enti, amministrazioni ed istituzioni.<br />
È un social network per discutere e far crescere una cultura della <a href="http://www.darkcyber.net/tag/sostenibilita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con sostenibilità">sostenibilità</a> e del valore, anche economico, delle relazioni tra persone.<br />
È un modo per scoprire che stili di vita sostenibili vuol dire prima di tutto qualcosa di bello, di utile, di desiderabile. Nasce da alcuni anni di riflessione ed esperienza di realtà impegnate per la costruzione di un mondo migliore, dall&#8217;aver studiato cosa si muove sul web, e non solo, anche a livello internazionale.Dall&#8217;esperienza positiva di Terra Futura e di altri eventi che fanno rete e mostrano le buone pratiche di sostenibilità ambientale e sociale. Dalle idee della finanza etica e dell&#8217;uso responsabile del denaro.<br />
Ci teniamo che Zoes sia uno strumento e sia quindi il più possibile aperto al contributo di tutti. Per questo è stato pensato in modo che siano gli utenti a generare ed animare la comunità virtuale e la maggior parte dei contenuti informativi:sarà tanto più interessante quanto più vi sarà partecipazione e sarà sempre più efficace via via che verrà popolato da chi si vuole impegnare anche attraverso questo strumento.<br />
<strong>Sito Web: <a title="Entra nella community" href="http://www.zoes.it" target="_blank">ZOES</a></strong></p>
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		<title>Greenpeace diffonde due carte nucleari ormai dimenticate</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 13:59:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: http://www.<a href="http://www.darkcyber.net/tag/greenpeace/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con greenpeace">greenpeace</a>.org/<br />
Dopo l&#8217;approvazione del DDL 1195 che dà sei mesi al governo per definire i criteri per la localizzazione dei siti nucleari, Greenpeace diffonde due &#8220;carte nucleari&#8221; ormai dimenticate: la carta del CNEN, che era la risultante di varie carte tematiche elaborate negli anni settanta e l&#8217;elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari, elaborata dalla &#8220;task force&#8221; ad hoc del 1999-2000.<br />
<span id="more-103"></span></p>
<p>Per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari bisogna partire da queste carte e vedere con quali criteri verranno aggiornate. Un criterio è quello sismico, un altro criterio è quello della vulnerabilità delle coste per i cambiamenti climatici.<br />
Questo rapporto fornisce una lista di aree a maggiore vulnerabilità climatica. Se questo criterio verrà adottato, dalla vecchia carta CNEN devono essere espunte diverse aree costiere e se ci fosse anche l&#8217;indicazione di restringere l’attenzione nelle aree a minore pericolosità sismica, rimangono pochissimi siti su cui puntare l&#8217;attenzione (nelle province di Vercelli e Pavia, isola di Pianosa in Toscana, province di Ogliastra, Nuoro e Cagliari).<br />
Maggiori info: <a title="+ Info" href="http://www.greenpeace.org/italy/news/mappe-nucleari" target="_blank">QUI</a><br />
Mappe Nucleari: <a title="Mappe" href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/mappe-nucleari" target="_blank">QUI</a></p>
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